Itinerari
CASTELLAMMARE DEL GOLFO
IL PAESE DELLE SCALE
“Castellammare del Golfo fonda la propria identità sul mare. Nato come emporio marino per i commerci della vicina Segesta, sul suo mare si riflettono le torri di avvistamento e i baluardi difensivi del castello, ed è sul mare che si svolge la vita e si animano le serate estive.
Nei dintorni si conservano ancora paesaggi arcaici come il borgo di Scopello, addossato su una rocca che si affaccia sui faraglioni e sulla vecchia tonnara. Nel territorio di Castellammare ricade l’ingresso principale e parte della Riserva Naturale Orientata dello Zingaro dove, accanto a spiagge incontaminate, si ritrovano rilevanti manifestazioni endemiche di flora e fauna.” *
SCOPELLO
IL BAGLIO E LA TONNARA
“La più antica notizia documentata relativa all’attività della tonnara di Scopello […] fa ipotizzare un esercizio organizzato della stessa tonnara già dal XII secolo. […] La tonnara, passata nel 1874 in proprietà al gruppo Florio, venne ulteriormente potenziata ed ammodernata: nel periodo compreso tra il 1896 ed il 1905, il valore del pescato oscillò dai 2480 ai 1043 quintali. Nel periodo successivo si ebbero forti variazioni del pescato annuo. Per quanto riguarda il periodo che va dal 1922 al 1962, vi sono dati più puntuali. Il pescato medio annuo risulta di tonni 472, con un minimo di 30 nel 1929 ed un massimo di 1335 tonni nel 1938. Successivamente nel decennio tra il 1961 ed il 1970, lo standard normale si assestava sui 600-800 quintali annui. Negli ultimi anni in cui la tonnara fu produttiva, l’annata migliore è stata quella del 1977 con un pescato di 700 tonni. Nel 1981 la tonnara fu prescelta per sperimentazioni biologiche. Nel 1984 ci fu l’ultima mattanza, e la tonnara cessò definitivamente l’attività produttiva. […] Sulle rocce sopra la tonnara sono visibili due torri, una del XIII secolo della quale rimangono solo le rovine facente parte del complesso della tonnara, e la seconda, del XV secolo, che fu progettata dall’ingegnere fiorentino Camillo Camilliani e che non ricade nel territorio di pertinenza della tonnara.” *
TERME SEGESTANE
IL BENESSERE NATURALE
“Un condotto di circa 300 m. convoglia le acque e i fanghi – costituiti dal precipitato naturale, senza aggiunta di argilla – fino ad uno stabilimento termale, sistemato in un antico mulino ristrutturato, provvisto anche di una piscina all’aperto e di saune. Nell’entroterra, in contrada Gorga, sulla sponda orientale del Fiume Caldo, al confine con il territorio di Alcamo, si può fruire di servizi termali: le acque minerali ipertermali alcalino-solfuree, dalle naturali doti terapeutiche, sgorgano dalla sorgente Gorga, posta a circa 50 metri sul livello del mare, e si raccolgono in una conca naturale, tra agglomerati argillosi, mantenendo una temperatura costante di 51°C. ” *
RISERVA DELLO ZINGARO
NATURA TUTELATA
“E’ stata la prima riserva naturale istituita in Sicilia (L.R. n.98 del 1981), ingloba un tratto di circa 7 km di splendida ed incontaminata costa affacciata sul Golfo di Castellammare ed una catena di montagne che, alle piccole calette e ai suggestivi strapiombi sul mare, fa da magnifica cornice. La Riserva, di 1600 ettari, può essere percorsa a piedi attraverso i sentieri; […]. Lo Zingaro vissuto a piedi incanta per la sua aspra bellezza, per i colori intensi in ogni stagione: il mare turchese, le bianche calette, le onnipresenti verdi palme nane, i rigogliosi lentischi e terebinti, i tenaci olivastri e carrubi, gli sgargianti colori dei fiori primaverili e autunnali nei pascoli, il dorato mantello estivo delle falde dei monti, le armoniose forme delle casette rurali. […]. Lo Zingaro è un ambiente biologico ricchissimo di specie: in pochi anni di ricerche sono state catalogate circa 700 specie di cui almeno venti sono endemiche o rare, altrove spesso estinte o in grave pericolo di estinzione.” *
IL TEMPIO DI SEGESTA
IL SITO ARCHEOLOGICO
“Il tempio di Segesta è un tempio greco dell’antica città di Segesta sito nell’area archeologica di Calatafimi Segesta”, a circa 25 minuti in macchina da Castellammare del Golfo. “Il tempio, a volte denominato “Tempio Grande”, è stato costruito durante l’ultimo trentennio del V secolo a.C., sulla cima di una collina a ovest della città, fuori dalle sue mura. Si tratta di un grande tempio […] con sei colonne sul lato più corto, non scanalate. Sul lato lungo presenta invece quattordici colonne (in totale 36 quindi, alte 10 metri). L’attuale stato di conservazione presenta l’intero colonnato della peristasi completo di tutta la trabeazione. Nonostante gli elementi costruttivi e le proporzioni della costruzione si riferiscano con chiarezza al periodo classico dell’architettura greca, il tempio presenta aspetti peculiari sui quali la storiografia non esprime pareri unanimi.“. *
IL MARE ROSA DI MARSALA
SAN TEODORO
Nella Riserva Naturale “Laguna dello Stagnone” si possono ammirare le Saline, gli antichi stabilimenti dove si produceva il sale. Proprio nelle Saline, si verifica un fenomeno particolare che conferisce al mare un colorito inusuale, un fenomeno raro che si può trovare ed ammirare in pochi posti al mondo: il “mare rosa”. Chi si trova ad ammirare questo spettacolo non può non restarne ammaliato, rapito da tanta bellezza. *
* = fonte Wikipedia
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